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26 marzo 2019

Decreto Salvini, Firenze non ci sta: ecco le iniziative dei cittadini e del terzo settore per rispettare la Costituzione

Per molti soggetti gestori e rappresentanti degli enti locali sembrano esserci ormai pochi dubbi su quanto pericolosi siano gli effetti che la legge 132 avrà e sta già avendo sulle condizioni di vita di persone richiedenti asilo e titolari di protezione umanitaria, come anche in termini di sicurezza e tenuta del tessuto sociale. Ma la situazione sembra essere altrettanto chiara anche a chi non si occupa di accoglienza a livello professionale: la conversione in legge del Decreto Salvini infatti è stata accolta con fermento da parte di tutta la società civile, che negli ultimi si è organizzata in più gruppi di lavoro.

I tavoli del Forum “Cambiare l’Ordine delle Cose” e il Buono Notte

Tra le prime realtà che si sono attivate si trova il Forum Toscana di “Cambiare l’Ordine delle Cose”, la rete di associazioni toscane che ha raccolto la sfida lanciata a dicembre dal Forum Nazionale. “Il Forum è pensato come una piattaforma per favorire il coordinamento a livello locale di realtà del terzo settore e singoli cittadini che vogliano mettere a disposizione le proprie risorse a sostegno delle persone che la legge 132 priva del diritto di usufruire dei servizi di accoglienza e un’occasione per tutti per discutere di giustizia sociale” racconta una partecipante. Vari i tavoli di approfondimento tematico dal lavoro alla coesione sociale, dal rapporto con le istituzioni agli alloggi. Su questo tema il gruppo, coordinato dall’associazione Gli Anelli Mancanti, ha trovato una prima soluzione concreta nella raccolta e distribuzione di sacchi a pelo, guanti e sciarpe in risposta all’emergenza freddo. I lavori sono poi proseguiti con la creazione del Buono Notte: un fondo di solidarietà per dare a chi ne avesse bisogno la possibilità di dormire al caldo per qualche notte, attraverso l’affitto di alloggi temporanei. L’iniziativa è stata promossa anche da Arci Firenze, CGIL Firenze, Libertà e Giustizia Firenze e Rete degli Studenti Medi di Firenze e oltre 60 associazioni. I volontari stanno realizzando una mappatura delle offerte alloggiative, e sono in cerca di modalità di compartecipazione alle spese per chi non ha mezzi di sussistenza, anche attraverso il coinvolgimento delle agenzie sociali per la casa. A lungo termine, la rete guarda invece al recupero di immobili in disuso attraverso modalità di progettazione compartecipata che creino occasioni di incontro tra inquilini italiani e stranieri.

Le attività del tavolo Coesione Sociale, coordinato da Cospe, si concretizzano invece con la realizzazione di corsi di italiano gratuiti tenuti da insegnanti volontari, e altre iniziative dedicate ad un’accoglienza che vada oltre il semplice vitto e alloggio. Per quanto riguarda il lavoro, il tavolo coordinato dalla CGIL da un lato sta sviluppando misure di contrasto a lavoro nero e caporalato, mentre dall’altro porta avanti le rivendicazioni affinché nei nuovi bandi prefettizi siano inserite clausole di tutela sociale, per garantire l’occupazione di tutti quegli operatori la cui presenza è prerequisito ad un’accoglienza di qualità.

Dopo l’ultimo incontro con il Comune di Firenze, i vari soggetti del terzo settore sono in attesa di essere ricevuti nuovamente a Palazzo Vecchio. Nel frattempo, i risultati dei lavori di ciascun tavolo saranno portati all’incontro del Forum Nazionale che si terrà a fine Marzo.


“Umani per R-Esistere”: la Rete di Solidarietà Attiva

Con lo stesso spirito è nata la rete di Umani per R-Esistere, un movimento di donne e uomini uniti con l’obiettivo di mettere in atto azioni concrete di resistenza civile alla legge 132, nel rispetto della Costituzione e della dignità umana. Sono più di 200 le persone che si sono riunite all’assemblea plenaria del 2 marzo, e che hanno sottoscritto un atto di impegno che oggi conta più di 460 firmatari tra cittadini, associazioni e istituzioni. Da allora i gruppi di lavoro di Umani per R-Esistere collaborano per mettere in campo progettualità di ampio respiro come raccolte informali di beni di prima necessità, campagne di informazione e sensibilizzazione, e lo sviluppo di forme di tutoraggio volontario per accompagnare quotidianamente le persone più vulnerabili.

“Siamo tutti pronti a dirci contro il Decreto Salvini, a puntare il dito su quel che non vogliamo” racconta una delle promotrici dell’iniziativa “ma di preciso, cos’è che vogliamo? E’ questa la difficile domanda a cui serve trovare una risposta. Non è sufficiente indignarsi, ma serve lavorare insieme per costruire, a partire da noi stessi, modalità di relazioni umane per esistere e resistere.”

Anche in questo caso sono diverse le attività in cantiere, che sono state discusse all’incontro plenario del 26 marzo. In particolare, si prevedono attività di sensibilizzazione della cittadinanza e delle istituzioni su temi cruciali come l’iscrizione anagrafica per richiedenti asilo, ma anche corsi di formazione per i cittadini che vogliono offrirsi come tutor, e la creazione di uno sportello di orientamento ai servizi territoriali. Chiunque voglia sostenere l’iniziativa può iscriversi alla Rete di Solidarietà Attiva e unirsi agli oltre 150 volontari che presto verranno resi operativi in varie attività come l’accompagnamento per il disbrigo delle pratiche burocratiche, le lezioni di scuola guida, fino all’ospitalità emergenziale per qualche notte.
 

Sei un cittadino o un referente di una realtà del terzo settore e vuoi collaborare alle iniziative del Forum Cambiare l’Ordine delle Cose? Chiedi informazioni o manda una scheda descrittiva della tua associazione scrivendo a cambiarelecosetoscana@gmail.com

Sei un cittadino di Firenze e vuoi offrire la tua disponibilità come tutor per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale? Clicca qui per compilare il modulo e offrire la tua disponibilità alla Rete di Solidarietà Attiva

 

 

[Immagine di copertina  tratta da www.controradio.it/litalia-che-resiste-un-migliaio-in-piazza-a-firenze/]

 

 

 

 

 

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

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