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L’impegno di Abdul: “costruisco il mio futuro attraverso il servizio civile, un impegno annuale che si gioca anche sul terreno dell’integrazione”

01 luglio 2019

L’impegno di Abdul: “costruisco il mio futuro attraverso il servizio civile, un impegno annuale che si gioca anche sul terreno dell’integrazione”

Cesdi - Abdul e impegno

“Tutti gli amici di Collesalvetti e Colognole mi chiamano semplicemente Abdul” esordisce Abdul Basit Abubakar - 21 anni - nel raccontare una parte della sua storia di vita alla riunione fiorentina che riunisce i ragazzi che svolgono il servizio civile presso gli uffici dei comuni toscani. L’esperienza è partita da oltre un mese e vede i ragazzi impegnati su diversi fronti e progetti. “Io sono uno studente – specifica Abdul Basit Abubakar - che ha scelto il percorso di studi in informatica all’ITIS di Livorno e che ha anche potuto lavorare come mediatore culturale per il CeSDI grazie alla conoscenza di alcune lingue: inglese, hausa, twi o fanti e pidgin english”. Il suo racconto procede condividendo il senso di appartenenza ad una realtà territoriale come quella tra Livorno, Collesalvetti e la frazione di Colognole, piuttosto piccola e periferica in cui Abdul si è trasferito con la sua famiglia nel 2015 e in cui si trova a vivere in un ambiente sereno e tranquillo. In una realtà come questa, ci racconta che il passaparola funziona piuttosto bene e la conoscenza di altri ragazzi giovani come lui che frequentano le associazioni sul territorio lo ha aiutato a venire a conoscenza delle attività del servizio civile e del bando a cui poteva presentare domanda. Così attualmente ha davanti a sé un percorso di lavoro che lo vedrà impegnato tra una attività in biblioteca e una legata alle “botteghe della salute” ovvero nei servizi informativi, di orientamento e aiuto al disbrigo delle pratiche sanitarie da parte dei cittadini. 
“Mi piace l’idea di un impegno annuale che possa permettermi di aiutare le persone del mio comune soprattutto quelle anziane” – entra nel merito Abdul che aggiunge anche “non è sempre stato facile per un ragazzo come me, un giovane proveniente dalla Nigeria che cerca di inserirsi in un tessuto sociale piccolo e ben definito ma questa terra mi ha accolto e sono pronto ad aiutare tutti i cittadini. L’idea di lavorare per le botteghe della salute, di aiutare le persone in questo campo mi fa pensare anche ad un percorso che avvicina i popoli ad un unico tema ed è un buon terreno per l’integrazione”. Con questo spirito quotidianamente organizza le giornate tra lo studio, il lavoro di sistemazione e ordinazione dei libri in biblioteca e le prenotazioni mediche e di analisi attraverso lo sportello della salute del comune di Colognole. Da questo impegno nascono anche la prospettive per il futuro “ questa esperienza mi dà motivazione e penso mi prepari al meglio anche per il mondo del lavoro” conclude Abdul che ha le idee chiare su come crescere professionalmente e aggiunge “desidero continuare in questo modo per avere un lavoro che mi permetta di unire gli aspetti dello studio dell’informatica a quelli della mediazione culturale ovvero avere il ruolo di un operatore aziendale che abbia un risvolto sociale, senza perdere il rapporto con le persone”.

 

(Foto di archivio)

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

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