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Zona Franca: nasce nel Mugello una nuova esperienza di Centro Servizi Interculturale aperta a tutti

30 aprile 2019

Zona Franca: nasce nel Mugello una nuova esperienza di Centro Servizi Interculturale aperta a tutti

È stato presentato il 10 aprile presso la sede del comune di Borgo San Lorenzo il nuovo progetto di rete avviato grazie ad un finanziamento di Regione Toscana sul bando per il volontariato “Contributi in ambito sociale a soggetti del terzo settore” e teso alla creazione di un centro servizi interculturale che vada ad integrare e completare l’offerta di servizi disponibili sul territorio. L’idea nasce proprio dai bisogni sociali della zona con la messa in condivisione di competenze, risorse e progettualità in un luogo di interscambio in cui operatori insegnanti, studenti, professionisti, associazioni, volontari, pubblica amministrazione e tutte le persone straniere e non, possano contribuire alla costruzione di un welfare di comunità. Uno spazio comune di cittadinanza che si chiama Zona Franca, e che è destinato a diventare luogo di mediazione e moltiplicatore di interventi: a partire dall’idea dell’associazione promotrice Progetto Accoglienza, si è già andata a costituire una fitta rete di partner e collaboratori che comprende il comune di Borgo San Lorenzo, l’Unione di Comuni del Mugello, la Società della Salute del Mugello e numerose cooperative e imprese sociali, associazioni ed enti del terzo settore.

“Quello che ci ha spinti a pensare questa Zona Franca - spiega Luigi Andreini, presidente dell’associazione Progetto Accoglienza – è la volontà di declinare al plurale le attività di un centro servizi che sia aperto a tutti e non solo a chi si trova nei centri CAS e SIPROIMI”. “In tal modo – continua Andreini - tutte le risorse del territorio possono essere gestite per dare l’opportunità a chiunque sia a rischio emarginazione sociale di usufruire di orientamento e accompagnamento dedicato, in questo particolare momento in cui le maglie dell’accoglienza diffusa si stanno restringendo per legge”.

Nello specifico, a partire dalla rete di partner saranno attivati gli sportelli informativi, di facilitazione e di beneficenza aperti alla cittadinanza, in collaborazione con soggetti qualificati come quelli dedicati al supporto legale, etnopsicologico, antitratta, di mediazione linguistica e quello dedicato alla casa. Inoltre, in sinergia con agenzie formative ed esperti, verranno organizzate attività formative rivolte ad immigrati, operatori dell’accoglienza e operatori del territorio, in modo da facilitare il processo di coesione sociale per tutte le persone in condizioni di disagio sociale e non. Il primo ciclo formativo è stato già inaugurato lo scorso 17 aprile, con una giornata di formazione legale in materia di accoglienza dedicata agli addetti alla PA e ai volontari attivi in altre associazioni - come i giovani tutor che affiancheranno persone titolari di protezione umanitaria nell’ambito del progetto di accoglienza in famiglia “Aiutiamoci a casa nostra”.

In ambito culturale ed educativo invece, il progetto intende valorizzare l'esperienza e le progettualità già sperimentate dal Centro di documentazione interculturale dell'associazione Progetto Accoglienza, in collaborazione con la rete bibliotecaria e tutti gli istituti scolastici del Mugello, per accrescere la partecipazione e la ricaduta degli eventi e delle attività promosse coinvolgendo un'utenza sempre più ampia.

 

[Nell'immagine di copertina, un momento della formazione legale del 17 aprile. Foto di: Progetto Accoglienza]

 

 

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

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