Aggregatore Risorse Aggregatore Risorse

I numeri del bando per i bisogni essenziali: obiettivi, zone di intervento e soggetti coinvolti nei progetti finanziati

I numeri del bando per i bisogni essenziali: obiettivi, zone di intervento e soggetti coinvolti nei progetti finanziati

I numeri del bando per i bisogni essenziali: obiettivi, zone di intervento e soggetti coinvolti nei progetti finanziati

Sono 40 in tutto i progetti che hanno avuto accesso ai fondi messi a disposizione dal bando per la coesione sociale e la tutela dei bisogni essenziali della persona umana
Qui di seguito proponiamo una panoramica delle caratteristiche generali dei progetti finanziati, offrendo un primo sguardo sui beneficiari tenuti in considerazione, la copertura complessiva del territorio regionale, i finanziamenti erogati e i soggetti coinvolti nelle varie reti di partenariato. 

Tipologie di beneficiari 

Tra i beneficiari delle misure finanziate rientrano i richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale ancora ospiti nei centri CAS e SIPROIMI, ma anche tutte le persone a rischio di vulnerabilità che permangono sul territorio regionale - includendo tra queste anche le persone che hanno perso diritto all’accoglienza. 

Un’opportunità questa, che è stata colta dai soggetti che hanno partecipato al bando. In particolare, sono 26 (65% del totale) i progetti che affrontano varie dimensioni della marginalità, dedicandosi a vario titolo a persone disoccupate italiane e straniere, persone vittime di sfruttamento, donne vittime di violenza, donne sole con minori, persone senza dimora, persone con disagio psicologico o dipendenze. Al contempo, l’80% dei progetti menziona esplicitamente come target tutte quelle persone che vivono in uno stato di vulnerabilità in seguito al diniego di un titolo di protezione, o che hanno conseguito titoli di protezione che non risultano idonei ad accedere ai servizi del sistema SIPROIMI (ex-SPRAR). 

Le aree geografiche di intervento

Le zone-distretto coinvolte nel bando sono 25, garantendo una copertura dell’intero territorio regionale con l’unica eccezione della zona elbana. 


Rappresentazione delle zone-distretto coinvolte nel bando regionale, in base al numero di progetti in cui sono state coinvolte. In rosso sono segnate le zone coinvolte in un solo progetto, mentre in verde le zone  coinvolte in più di un progetto. In grigio sono contrassegnate le zone coinvolte esclusivamente in progetti multizonali. 

I progetti con attività che coinvolgono più di una zona sono 6 in tutto, e interessano 15 zone-distretto. 9 di queste zone sono coinvolte anche in almeno un altro progetto monozonale dedicato. 

I finanziamenti

Attraverso il bando è stata destinata la quasi totalità dei fondi disponibili (precisamente € 3.999.180 su 4 milioni stanziati). La media di fondi impegnati per progetto è di € 100.000, anche se il numero varia considerevolmente per ciascuna progettualità da un massimo di € 400.000 ad un minimo di €10.000. La maggior parte dei progetti si attesta al di sotto della media (70% sul totale). 

Grafico
Le 5 aree tematiche

Come previsto dal bando, i progetti impiegano una rete di partner del pubblico e del privato con azioni su 5 macro-temi fondamentali:

a) Attività di pronto intervento sociale finalizzate alla copertura dei bisogni essenziali delle persone;
b) Interventi di accoglienza temporanea e di accompagnamento all’autonomia socio-abitativa;
c) Attività di orientamento e consulenza a carattere giuridico legale
d) Attività di promozione della coesione e inclusione sociale nelle comunità toscane, anche attraverso azioni finalizzate alla crescita delle competenze;
e) Attività di orientamento ai servizi e alle opportunità del territorio, con particolare riferimento all’inclusione socio-lavorativa. 


La quasi totalità dei progetti affronta più macro-temi: in particolare, il 90% dei progetti ne sviluppa almeno 3 ambiti, e quasi il 70%  li affronta tutti e 5. Tra i macro-temi di intervento più quotati le azioni di orientamento ai servizi (92% dei progetti) e quelle di supporto all’abitare (90%), seguite comunque dalle attività di promozione della coesione sociale (88%), da quelle di pronto intervento (83%) e consulenza legale (80%). 

La persona al centro della rete

Tra i soggetti capofila che hanno presentato i progetti figurano in egual misura da un lato enti no profit (55% dei progetti) ed enti della pubblica amministrazione (45% dei progetti). 

Ragionare in un’ottica di rete si è affermata come strategia fondamentale per la progettazione e l’implementazione di misure valide, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento degli enti del no-profit. Il 78% dei soggetti capofila si è avvalso di almeno un partner, e nell’87% dei casi rientra tra questi almeno un ente del Terzo Settore o un Ente Caritativo. 

 

Immagine tratta da pexels.com

Ultimo aggiornamento: 31.01.2020
Condividi