Accompagnamento diffuso: uno sguardo al nuovo bando per integrazione, coesione sociale e tutela dei bisogni essenziali della persona umana - #Accoglienza Toscana
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Accompagnamento diffuso: uno sguardo al nuovo bando per integrazione, coesione sociale e tutela dei bisogni essenziali della persona umana
È stata approvata dalla Giunta Regionale dello scorso martedì 25 giugno il nuovo “Avviso pubblico per la presentazione di progetti di integrazione e coesione sociale nelle comunità toscane e per la tutela dei bisogni essenziali della persona umana sul territorio regionale”, come annunciato alla conferenza stampa di venerdì 28 dal Presidente della Regione Enrico Rossi e l’assessore regionale all’immigrazione Vittorio Bugli.
La filosofia dell’avviso
La Toscana non lascia indietro nessuno: non solo ripensare i servizi di accoglienza ma rispondere a tutte le nuove vulnerabilità
Regione Toscana attraverso questo Avviso pubblico intende sostenere azioni che escludano l'abbandono e l'emarginazione di chi, anche straniero, dimora in Toscana ed è privo di mezzi di sostentamento e di reti per l’inserimento sociale e lavorativo.
A fronte dell’emersione di sempre nuove vulnerabilità e marginalità sociali, la Regione intende promuovere e sostenere interventi di “accompagnamento diffuso” orientati alla coesione sociale e all’autonomia della persona, con una particolare attenzione a richiedenti asilo e rifugiati che, in questo momento storico, e alla luce delle nuove disposizioni normative in materia di protezione internazionale e immigrazione, rappresentano una categoria di persone particolarmente esposta a rischi di emarginazione e deprivazione sociale.
La sfida è dunque sperimentare forme innovative di welfare di comunità negli ambiti dell’abitare, della crescita di competenze, dell’inserimento lavorativo, dell’inclusione sociale e della tutela dei diritti in favore delle persone e delle famiglie che si trovano in uno stato di particolare precarietà sociale, attraverso progetti che sappiano rinnovare e rafforzare le relazioni con le comunità territoriali in collaborazione con il terzo settore.
Che tipo di interventi si finanziano?
Misure e attività con impatto diretto sui beneficiari
A partire da quanto già in essere all’interno del sistema pubblico regionale, sono finanziabili - nella forma di progetti pilota - misure e attività con impatto diretto sui beneficiari quali:
- attività di pronto intervento sociale finalizzate alla copertura dei bisogni essenziali delle persone;
- interventi di accoglienza temporanea e di accompagnamento all’autonomia socio-abitativa;
- attività di orientamento e consulenza a carattere giuridico-legale;
- attività di promozione della coesione e inclusione sociale nelle comunità toscane, anche attraverso azioni finalizzate alla crescita delle competenze;
- attività di orientamento ai servizi e alle opportunità del territorio con particolare riferimento all’inclusione socio-lavorativa.
Come saranno distribuite le risorse?
Zone distretto al centro
L’ambito territoriale minimo su cui dovranno insistere i progetti è la zona-distretto.
Con quali criteri saranno selezionati i progetti?
Coerenza con i bisogni del territorio e la programmazione socio-sanitaria locale, attenzione per richiedenti asilo e rifugiati e “accoglienza” del territorio, partenariato pubblico-terzo settore, coinvolgimento delle comunità locali
Saranno premiate in modo particolare le proposte che:
- Sì inseriscono in modo armonico e complementare all’interno della rete dei servizi già attivi a livello locale e sono coerenti con la programmazione socio/sanitaria locale e/o di zona/e distretto (LL.RR. 40 e 41/2005) in modo da rafforzare e innovare il sistema di welfare territoriale.
- Prevedono focus specifico su richiedenti asilo, rifugiati o altri cittadini stranieri in situazione di vulnerabilità;
- Sono promossi da partenariati composti sia da soggetti pubblici che del privato sociale
- Sono collegati in modo significativo ad altri interventi e/o progettualità regionali (progetti FAMI, REI/RDC, etc.);
- Insistono su territori nei quali sono attive specifiche progettualità pubbliche dedicate all’accoglienza e all’inclusione (progetti SPRAR, gestione pubblica dei Centri di accoglienza straordinaria, altri progetti a titolarità pubblica);
- Comprendono il coinvolgimento di comunità locali.
Chi può fare domanda?
Enti pubblici e soggetti del terzo settore
I progetti possono essere presentati, singolarmente o in forma associata, da uno o più dei seguenti soggetti: Comuni, Unioni di Comuni, Città metropolitana, Province, Società della Salute, Aziende Sanitarie Locali e altri enti pubblici; Cooperative sociali e/o loro consorzi, Associazioni di volontariato, Associazioni di promozione sociale, altri soggetti del Terzo Settore, altri soggetti che perseguono finalità sociali e/o di inclusione sociale.
Ai soggetti diversi dagli enti pubblici si richiede:
- di essere in possesso di un’esperienza pregressa di almeno 3 anni nelle gestione di progetti in ambito sociale, con particolare riferimento al settore dell’immigrazione;
- di avere la sede operativa presso l’ambito territoriale di svolgimento del progetto.
Le organizzazioni e i soggetti del Terzo Settore dovranno altresì essere iscritti nel relativo registro regionale.
Quali risorse mette a disposizione Regione?
4 milioni di € e interventi e servizi già finanziati attraverso progetti FAMI
La somma complessivamente prevista dalla Regione Toscana a titolo di cofinanziamento dei progetti è pari a 4.000.000,00 €. A questa si aggiungono le risorse, messe a disposizione in forma di servizi, già attivate attraverso progetti del Fondo Asilo Migrazione e integrazione (FAMI) e che riguardano l’inclusione lavorativa, la formazione linguistica, la partecipazione e l’inclusione dei cittadini di paesi terzi. Il contributo prevede la compartecipazione obbligatoria, da parte dei soggetti proponenti, con risorse proprie, per almeno il 10% del costo complessivo di ogni progetto.
(Foto da: Pixabay)