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L’impegno di Abdul: "costruisco il mio futuro attraverso il servizio civile, un impegno annuale che si gioca anche sul terreno dell’integrazione"

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)

“Tutti gli amici di Collesalvetti e Colognole mi chiamano semplicemente Abdul” esordisce Abdul Basit Abubakar - 21 anni - nel raccontare una parte della sua storia di vita alla riunione fiorentina che riunisce i ragazzi che svolgono il servizio civile presso gli uffici dei comuni toscani. L’esperienza è partita da oltre un mese e vede i ragazzi impegnati su diversi fronti e progetti. “Io sono uno studente – specifica Abdul Basit Abubakar - che ha scelto il percorso di studi in informatica all’ITIS di Livorno e che ha anche potuto lavorare come mediatore culturale per il CeSDI grazie alla conoscenza di alcune lingue: inglese, hausa, twi o fanti e pidgin english”. Il suo racconto procede condividendo il senso di appartenenza ad una realtà territoriale come quella tra Livorno, Collesalvetti e la frazione di Colognole, piuttosto piccola e periferica in cui Abdul si è trasferito con la sua famiglia nel 2015 e in cui si trova a vivere in un ambiente sereno e tranquillo. In una realtà come questa, ci racconta che il passaparola funziona piuttosto bene e la conoscenza di altri ragazzi giovani come lui che frequentano le associazioni sul territorio lo ha aiutato a venire a conoscenza delle attività del servizio civile e del bando a cui poteva presentare domanda. Così attualmente ha davanti a sé un percorso di lavoro che lo vedrà impegnato tra una attività in biblioteca e una legata alle “botteghe della salute” ovvero nei servizi informativi, di orientamento e aiuto al disbrigo delle pratiche sanitarie da parte dei cittadini. 
“Mi piace l’idea di un impegno annuale che possa permettermi di aiutare le persone del mio comune soprattutto quelle anziane” – entra nel merito Abdul che aggiunge anche “non è sempre stato facile per un ragazzo come me, un giovane proveniente dalla Nigeria che cerca di inserirsi in un tessuto sociale piccolo e ben definito ma questa terra mi ha accolto e sono pronto ad aiutare tutti i cittadini. L’idea di lavorare per le botteghe della salute, di aiutare le persone in questo campo mi fa pensare anche ad un percorso che avvicina i popoli ad un unico tema ed è un buon terreno per l’integrazione”. Con questo spirito quotidianamente organizza le giornate tra lo studio, il lavoro di sistemazione e ordinazione dei libri in biblioteca e le prenotazioni mediche e di analisi attraverso lo sportello della salute del comune di Colognole. Da questo impegno nascono anche la prospettive per il futuro “ questa esperienza mi dà motivazione e penso mi prepari al meglio anche per il mondo del lavoro” conclude Abdul che ha le idee chiare su come crescere professionalmente e aggiunge “desidero continuare in questo modo per avere un lavoro che mi permetta di unire gli aspetti dello studio dell’informatica a quelli della mediazione culturale ovvero avere il ruolo di un operatore aziendale che abbia un risvolto sociale, senza perdere il rapporto con le persone”.

 

(Foto di archivio)