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"Salute della popolazione straniera residente sul territorio”, pubblicato il report

(In collaborazione con Toscana Notizie - Agenzia di informazione della giunta regionale)
Report dell’azienda USL Toscana Sud Est

Continua il lavoro di Regione Toscana in collaborazione con le aziende sanitarie locali in tema di ricerca e analisi dei bisogni sanitari di persone richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e con background migratorio.

In particolare, nell’ambito del percorso di programmazione territoriale, l’azienda USL Toscana Sud Est ha avviato un percorso di studio sulla salute di specifici target di popolazione nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena. Tra le categorie al centro della ricerca si trova anche quella dei cittadini stranieri residenti, e al suo interno la sottocategoria dei migranti richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. I risultati dell’analisi sono raccolti nel report Salute della popolazione straniera residente sul territorio in cui i dati tendono a far emergere vulnerabilità e bisogni specifici dell’utenza utili a supportare la programmazione, la progettazione e la valutazione di proposte progettuali di ambito sanitario.

Il lavoro offre, altresì, un’analisi quantitativa (basata su dati demografici, epidemiologici, e di accesso ai servizi sanitari), un’analisi qualitativa (a partire dall’ascolto degli operatori aziendali e dalla somministrazione di un questionario ai migranti), e una ricognizione delle buone pratiche per ciascuna area di competenza sanitaria individuata, a partire dai quali vengono poi identificate specifiche linee progettuali e di azione.

Tra le misure identificate anche l’attività del nuovo mediatore interculturale, coerente con la figura delineata nell’ambito del convegno regionale Mediazione interculturale e cittadini migranti, una nuova figura professionale per una società in trasformazione. “Tutelare i diritti alla salute significa porre in atto un modello concettuale ed organizzativo per recuperare le barriere di accesso alle cure e ai servizi socio-sanitari per minori, donne e uomini, pensando ai loro effettivi bisogni” afferma nella sua nota introduttiva Enrico Desideri, direttore generale della USL Toscana Sud Est. E questo vuol dire, quando ci si rivolge agli utenti con un background migratorio, utilizzare metodologie tese a “superare progressivamente la mediazione intesa unicamente in chiave linguistica e porre attenzione anche agli aspetti etno-clinici, culturali e di comunità” come lo stesso direttore specifica.

Il report mostra anche come la difficoltà di accesso ai servizi dell’utenza straniera non sia una questione esclusivamente ‘culturale’, ma riconducibile a condizioni di precarietà socioeconomica. Varie forme di vulnerabilità sociale ed economica si riscontrano anche in altre fasce di popolazione nate e residenti in Italia, ma per gli utenti che provengono da paesi a forte pressione migratoria le criticità sono più frequenti e vanno ad esasperare le difficoltà linguistiche che si riscontrano ogni qual volta c’è necessità di interfacciarsi con il sistema sanitario.

Prestare attenzione a questo tipo di problematiche non ha solo benefici per gli utenti ma per il sistema sanitario stesso. “Questa nostra riflessione non è frutto di solo altruismo” conclude Desideri “ma anche di reciprocità. L’analisi dimostra, infatti, come l’attenzione alle popolazioni straniere, ai flussi migratori e al loro impatto sul sistema di welfare riduca gli interventi tardivi più costosi”.

Clicca qui per scaricare il report “Salute della popolazione straniera residente sul territorio”.

 

[Immagine di copertina tratta dal report]